Prix de littérature de l’Union européenne

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Auteurs primés

Makis Tsitas, Grèce

A propos de l'auteur:

Makis Tsitas est né en 1971 à Giannitsa en Grèce. Il a étudié le journalisme à Thessalonique et a travaillé pour la radio. Depuis 1994 Tsitas vit à Athènes et travaille dans le domaine de l’édition. Il est actuellement le directeur de diastixo.gr, un journal en ligne à vocation littéraire et culturelle. Quant à ses propres écrits (fictions, pièces et poèmes) ils ont été incorporés à des anthologies et publiés dans des revues et journaux aussi bien en Grèce qu’à l’étranger. Ses pièces en un acte On the Square et Television ont été jouées au Theatro ton Kairon à Athènes. En ce qui concerne ses nouvelles, elles ont été traduites en allemand, espagnol, anglais, hébreux, suédois et finlandais. 

Un roman (God Is My Witness, 2013), un recueil de nouvelles (Patty from Petroula, 1996) et de nombreux livres pour enfants complètent la collection de ses travaux qui ont déjà été publiés.

Editeur:

Kichli Publishing
kichli.publishing@gmail.com
Isminis 75A,
104 44 Athina - Greece

Agent / Directeur des droits:

Evangelia Avloniti
eavloniti@ersilialit.com
http://www.ersilialit.com

Droits étrangers:

Le livre n'a pas encore été traduit.

Droits vendus à :

Contact de l'auteur:

https://www.facebook.com/makis.tsitas

Livre primé:

Μάρτυς μου ο Θεός (God Is My Witness)

Synopsis:

A la fois émouvant, perspicace et plein d’humour ce roman nous confronte à un anti-héros contemporain qui ne demande rien d’autre que de vivre avec dignité. Ayant atteint la cinquantaine, sans emploi et de santé précaire, notre protagoniste nous raconte les épreuves et trahisons qui lui ont été infligées par ses employeurs, les femmes qu’il a rencontrées et sa propre famille.

C’est au travers de son monologue torrentiel, regorgeant d’évènements quotidiens et d’exubérantes fantaisies, que l’on suit la lutte d’un homme simple qui veut demeurer honnête. Tandis que son histoire passe de l’humour extrême à l’autodérision peut-être inconsciente, flirtant parfois même avec un humour dérangeant, le héros de Makis devient représentatif de l’inimité qu’un être humain doit affronter. Sa naïveté comparable à celle d’un enfant se transforme en miroir déformé et déformant qui reflète une société cynique et vicieuse, laquelle, en dépit de son apparente tolérance et prospérité, est en fait en train de sombrer dans la décadence, l’intolérance et le racisme. Ainsi l’anti-héros du roman en vient à refléter la monstruosité d’une société qui doit inévitablement l’exclure. 

Extrait:

Translated by Irene Noel-Baker

There are four kinds of employer: successful ones, debtors, losers, and the insane. I got the fourth.

Often he spoke to me and I wondered if he knew it was me standing there or someone like me. Was I actually Chrysovalantis – his employee and friend – or my twin brother? Except I have no twin brother, just two sisters.

If ever we met in the lobby at work, he would tell me to “run up and get there first!”, then he would make a dash for the lift and shout “no cheating!” as it went up, and force me to run up eight floors counting the 144 steps out loud, while he yelled at me from inside the lift: “Run faster fatty! Where’s your get-up-and-go?”

His company closed at the end of 1980, and out of the blue I was jobless. I had been with him for 11 years, but sadly I was caught unawares, though my colleagues had been busy doing their own marketing for months and went straight on to work for other graphic designers. Naturally, I saw that the ship was going down, that things were going from bad to worse, that there was no future anymore, but I didn’t want to believe it. Old Nick was telling tales and I fell for it: “Let them all go, there’s no way you’ll be out of work.” That’s where I screwed up.

I saw myself grappling with myself in the mud. The two of us were swearing and trying to strangle one another. While simultaneously chanting the Hymn of Kassiani.

Then the two of us became another Chrysovalantis, a different one, whose name was Psychovalantis, and he shouted thrice, “this wind is choking me.” While from somewhere in the distance could be heard an aria from Tosca.

A peculiar dream.

Plus d'informations sur l'auteur avec extrait en v.o. et EN ou FR (PDF)

Commentaires de lecteurs:

Il romanzo, che si svolge nei primi anni Duemila nell’Atene alle prese con i preparativi delle Olimpiadi, si presenta come un lungo monologo di Chrisovalandis. Cinquant’anni, disoccupato, obeso, vorace, con un debole per le donne e molto timorato di Dio, il protagonista, di professione tipografo, è in conflitto perenne con il mondo, che sembra stato creato apposta per creargli problemi. La prima fonte di guai per Chrisovalandis sono i suoi datori di lavoro, tutti invariabilmente tirannici e disinteressati al benessere dei dipendenti: “Ci sono quattro tipi di datori di lavoro: i fortunati, gli indebitati, i farabutti e i fuori di testa. A me è capitato il quarto tipo”.

Ma anche la famiglia crea problemi: il padre, ufficiale dell’esercito in pensione, e le due sorelle, la prima insegnante di religione ottusa e bigotta, e la seconda, disoccupata anche lei. E poi i preti, anche se Chrisovalandis si considera molto religioso. Per non parlare delle innovazioni tecnologiche, che hanno determinato la sua rovina economica: “È stata la tecnologia a mandarci in rovina. Una tragedia. A questo mondo si sistemano tutti, i camerieri, i portieri, i becchini, i magnaccia, gli avventurieri, gli yuppies, gli immigrati, tutti tranne noi che abbiamo sacrificato la nostra vita per il libro. Pur di restare fedeli all’arte di Gutenberg, come la chiamano i tedeschi, un mucchio di noi hanno preferito restare soli anziché formarsi una famiglia”.

Ma il problema più grande sono le donne, vere e proprie Erinni, che hanno trasformato la vita del protagonista in un inferno: “Le donne sono come i pompieri. Quando vedono un uomo in fiamme, dovrebbero correre a spegnere il rogo, a salvargli la vita. E invece di solito lo lasciano bruciare. Questo è quello che ho capito in cinquant’anni e tre mesi di vita, che mi sono ingrigito”.

Per sopravvivere, Chrisovalandis si abbandona a un fatalismo venato di una superficiale religiosità, assai vicina alla superstizione, che tuttavia non gli impedisce di essere un coacervo di contraddizioni: megalomane e meschino, esterofilo e razzista, credente e praticante ma fruitore dell’amore mercenario, fatalista ma riluttante ad assumersi qualsiasi responsabilità, misero ma non privo di un narcisismo al contrario, in base al quale tutto il mondo sembra occuparsi di lui (sia pure in negativo). In altre parole, Chrisovalandis è il ritratto di un certo uomo della strada tipico delle moderne democrazie del benessere, non completamente svezzato e incapace di progettare, o anche soltanto immaginare, il futuro. Egli infatti, ostaggio di un eterno presente fatto di frustrazioni e di aridità sentimentale, concepisce il futuro soltanto come una minaccia, al contrario del passato, sempre vagheggiato come un paradiso perduto. Quanto alla vita dello spirito, soltanto le vecchie canzoni popolari d’amore e i monaci del Monte Athos sembrano commuoverlo: “Sul Monte Athos ho vissuto momenti indimenticabili. Al monastero di Simonòpetras c’era il padre Pavlos, mi ricordo, e continuava a dirmi quello che dovevo fare per salvarmi la vita. Innanzitutto dovevo salvare il mio corpo, ossia dimagrire. Praticando il digiuno e la preghiera. E benedire tutto e tutti. Per non parlare delle messe, la cosa più bella che abbia mai visto in vita mia! Un vero e proprio Hollywood ecclesiastico”.

La tecnica del monologo interiore consente a Tsitas di prendere le distanze dal suo eroe e di lasciarlo libero di fare figuracce, di esporsi e di mettersi a nudo. Proprio questo è l’espediente che consente all’autore un tono divertito e divertente, che percorre tutto il libro e che rende Chrisovalandis un personaggio di immediata presa sul lettore. L’umorismo del resto è una delle cifre principali del libro: un umorismo a volte nero, a volte grottesco, ma presente in ogni pagina di questo particolare diario di vita.

In altre parole Chrisovalandis è un classico antieroe della nostra, un “buono senz’ugne”, come direbbe Guido Gozzano: “Io ho sempre voluto far contenti tutti. Per carattere non ho mai voluto scontentare nessuno. Ed ecco il bel risultato”.

Commento

L’espediente del monologo interiore consente all’autore una presa di distanze ironica dal suo personaggio. Inoltre lascia aperto uno spiraglio su possibili varianti delle vicende narrate da Chrisovalandis: esse infatti sono molto probabilmente addomesticate, il che rende il lettore parte del processo di demistificazione, ma anche parte dell’innegabile carattere teatrale del libro (Tsitas è autore anche di monologhi teatrali, la cui esperienza viene messa a frutto nel romanzo). In altre parole, le storie che leggiamo sono la versione del protagonista, un uomo vile e furbo, che non esita a mutare la realtà secondo i suoi capricci.

Un altro elemento di interesse è lo stile del romanzo: preciso ed essenziale, mescola elementi del sermo cotidianus con inserti dotti, il gergo al greco ecclesiastico, con una politezza che cerca di rendere al meglio le contraddizioni, i limiti e il mondo interiore del protagonista. Lo scopo ultimo è quello di divertire il lettore, di offrirgli una esperienza di lettura piacevole e di rendere il protagonista, una specie di Marcovaldo degli anni Duemiladieci, un carattere plausibile e condivisibile.

Ma oltre al divertimento, Tsitas offre un romanzo su cui riflettere: le situazioni, i personaggi, la lingua, offrono uno spaccato della moderna vita nelle città, una volta tanto senza isterismi, con levità e con attenzione per la lingua e lo stile.

Maurizio de Rosa

Marketing/Sales & Media Opportunities:

“A pitch-perfect psychological portrait of Modern Greek identity.” Efimerida ton Syntakton, 2013

“A hilarious, technically perfect book with a spotless plot.” Frear Magazine, 2013

“One of the best novels to have come out of Greece.” People Magazine, 2013

“Makis Tsitas’ first novel is the best book of the year.” To Vima, 2013

“The funniest and most masterfully written novel of the last few years.” Popaganda.gr, 2014

“One of the best and most astute Greek novels of the last few years.” Joytv.gr, 2014

“(The hero) is made of that literary recipe that will go down in history.” Diavasame.gr, 2014

“The author strikes an admirable balance between the tragic and the comic.” Literature.gr, 2013

“A masterpiece of prose and an unforgettable hero.” 9.84.gr, 2013

“It wouldn’t be an exaggeration to say that Chrysovlantis is our own Greek Akaky Akakievich Bashmachkin, Gogol’s humble clerk.” The Books’ Journal, 2013

“The reader rejoices at the faultless prose which manages to reach deep into the heart.” Mandragoras Magazine, 2013

Autres travaux:

Parents!

Psychogios, 2013

Don’t Trouble Father Christmas

Psychogios, 2012

Can I Come, Too?

Psychogios, 2012